Uscire la notte…

Nella notte tra sabato e domenica ho deciso di provare nuove emozioni. Io, che di solito passo il sabato sera diviso tra la scrivania del PC e il divano, questa volta ho deciso di fare un esperiemento. E’ andata così:

 Alle 2.45 di domenica mattina mi sono svegliato in preda a un forte dolore all’epigastro (che per i comuni mortali si chiama “bocca dello stomaco”) con irradiazione posteriore (che poi significa che mi faceva male, in corrispondenza, anche la schiena. Il dolore era forte e costante, una cosa che non ho mai provato prima. Non riuscivo a stare sdraiato, seduto, in piedi, accucciato. Non c’era una posizione che potessi prendere per sentire meno il dolore.

 Visto che ormai ero in piedi, ho deciso di fare il mio esperimento per trovare nuovi luoghi dove trascorrere le mie nottate e mi sono recato immediatamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Crema (non sono sicuro che ci sia anche un ospedale minore, ma tant’è), dove mi hanno fatto sdraiare su un lettino. Ora, sarà che sono andato al Pronto Soccorso proprio perché non riuscivo a stare sdraiato, sarà che il dolore non accennava a diminuire, la sistemazione non mi è sembrata delle migliori.

Mi è stato affibbiato un codice verde (positivo, rispetto al bianco, perché non comprende l’esborso di ticket) e mi è stato subito fatto un ElettroCardioGramma perché, come dicono i medici, se hai dolore lì o è lo stomaco o è il cuore. Per fortuna (si spera) è lo stomaco. I miei compagni di bisboccia notturna mi hanno anche affibbiato un nomignolo simpatico, “Quello dell’epigastralgia”.

Nel frattempo ho visto, o meglio sentito, altre persone che avevano scelto, chi per sé, chi per altri, questa sistemazione per la domenica mattina. Un povero signore caduto dalle scale, un ubriaco coinvolto in un incidente con un ragazzo extracomunitario che, peraltro, l’ubriaco voleva malmenare a tutti i costi. Ma a me fregava solo della mia epigastralgia (gastro = stomaco, algia = dolore, epi immagino significhi inizio), che non accennava a diminuire.

Dopo avermi infilato una cannula nella mano (ho ancora il livido adesso) e averm estratto un po’ di sangue (ma dal gomito), mi hanno trasferito in una camera, dove mi sono stati somministrati un antiacido e un antispastico che, secondo i medici, avrebbero dovuto lenire il dolore. Secondo i medici, dico, perché il mio stomaco (o il mio epigastro, che fa più fine) non è stato d’accordo e ha continuato a farmi un male pazzesco.

Nata, la mia bella Nata, è stata accanto a me tutto il tempo, seduta in poltrona a cercare (invano) di rimanere sveglia e a sentirsi ingiuriare da me che pretendevo che il composto, che mi stava gocciolando nelle vene dalla mano, agisse immediatamente quando, alla fin fine, non ha agito per niente. Lei, candida, rispondeva “Dai, su, dagli un’altra oretta…” e io sbraivato che se avessi voluto aspettare ore perché il dolore passasse, non avrei scelto il Pronto Soccorso ma il mio letto…

Alla fine, dopo l’esito delle analisi del sangue, sono stato dimesso, non prima di aver ricevuto altro da “bere”. Un bell’antidolorifico che, dopo 4 ore di sofferenza, finalmente è riuscito a farmi passare il male. Ma il dottore che mi ha dimesso, tra l’altro un mio coetaneo e conterraneo di mio padre (cioé tedesco), ha anche rivelato che ci sono altri problemini… tra cui una glicemia alle stelle (125) e qualche altro valore fuori norma, ma di poco.

Beh, alla fine devo ancora sapere cosa sia stata la causa del dolore avuto. Oggi visita dal medico per organizzare una ecografia gastrica (o pelvica, come dice Nata) e, forse ma spero di no, una gastroscopia per evidenziare eventuali problematiche (si parla di calcoli, aiuto).

Vedremo.

Il sabato sera, quindi, è finito domenica mattina alle 7.30, quando sono uscito dal pronto soccorso. Alle 7.40 ero a letto, ma ho dormito tutto il giorno, tra letto e divano, per recuperare…

Vi terrò informati sulle mie condizioni, tranquilli! :D

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