Estate – Considerazioni

Vivo un rapporto di amore/odio con l’estate. Amore per alcuni motivi fondamentali, tra cui l’unico periodo in cui è possibile, se non consigliato, prendersi più di due giorni di ferie dal lavoro. Un altro motivo lo vedremo in seguito. Odio, anche, perché non sopporto il caldo e soffro indicibilmente quando le temperature superano i 30 gradi. Abitando in pianura, poi, quando arriva il caldo arriva senza farsi attendere la cappa d’afa e tutto diventa accipicaticcio.

Le mie considerazioni, però, partono da un altro punto per cui amo l’estate: le donne. Mentre d’inverno la gamba lunga è sempre avvolta in più o meno strati di stoffa, tra pantaloni e gonne lunghe, ma anche minigonne con calze lunghe e scure che tutto lasciano vedere fuorché le gambe, l’estate è il momento in cui l’immaginazione si può rilassare. Ogni donna a spasso per città, campagne elocalità turistiche si libera del peso superfluo degli abiti ingombranti dell’inverno e libera tutta la sua (più o meno accettabile) femminilità. Minigonne che si accorciano man mano che luglio si avvicina, maglie che perdono le maniche lunghe, poi anche quelle corte e infine perfino le spalle. E’ tutto un fiorir di schiene nude, gambe libere, abbigliamento trasparente che lascia ben poco alla fantasia di noi maschietti. Fantastico, non c’è che dire…

Però! Sì, c’è un però.

Mi chiedo, io, perché le donne si liberano e gli uomini, nello stesso periodo, restano in catene? Perché in ufficio vedo ragazze abbigliate con infradito, minigonne ascellari, top microscopici oppure semplici abiti lunghi ma iperleggeri con spalline minuscole o inesistenti, mentre se a me dovesse venire la voglia di mettermi i sandali, anche accompagnati da pantaloni e camicia, verrei guardato come un barbone dai miei superiori e dalle stesse ragazze di cui sopra?

Insomma, una donna si veste a modo se non supera certi limiti di svestimento, mentre un uomo è abbigliato a modo solo se porta pantaloni lunghi e camicia (spesso obbligatorie le maniche lunghe e la giacca, perdipiù)? Dove sta la giustizia in tutto questo?

Altra considerazione sull’estate. A giugno finisce la scuola, finisce l’anno televisivo, finisce il campionato di calcio, finiscono molti “anni” diversi, pronti a ricominciare a settembre. E allora perché l’anno solare finisce a dicembre? Perché non succede come per molte civiltà antiche, che avevano la fine dell’anno coincidere con la famosa “festa di mezz’estate”? Non avrebbe più senso festeggiare capodanno alla fine di luglio, anziche a dicembre?

Domani parto per un weekend al mare… meno male che è estate… :)

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