Mi stupisco ogni volta, anche se, ammettiamolo, dopo qualche volta nemmeno li vedi più. Erano le 8.30, al semaforo dell’incrocio tra viale Sondrio e via Gioia a Milano. Un semaforo che, in quel momento, mostrava una figura in piedi, ferma e rossa. Tre quarti delle persone che dovevano attraversare la strada guardavano a destra, a sinistra e poi attraversavano. Lo so che non è niente nemmeno di minimamente grave, ma sarà poi davvero così?
Ricordo un giorno di 11 anni fa, ero a Fuessen, in Germania. Stavo discutendo con l’allora fidanzata su dove andare a cercare un posto per la notte, quando sentii strombazzare dietro di me. Mi giro e vedo una signora, in auto, che mi invita ad attraversare la strada. Ci trovavamo in prossimità delle strisce. Le persone si fermavano anche alla sola idea che tu potessi voler passare. Magari qui ci troviamo all’altro estremo, però la cosa mi fa sempre riflettere.
Cosa significa “E’ severamente vietato”? E “E’ assolutamente vietato”? Se “E’ vietato” significa che una cosa non si può fare, senza scuse, allora perché aggiungere il resto? Se si dice “è assolutamente vietato”, significa che se togliamo la parola “assolutamente” non è poi così vietato come potrebbe apparire? Cioé, un divieto ti impedisce di fare qualcosa solo se è un divieto assoluto? Ci sono divieti relativi? “E’ relativamente vietato affacciarsi dai finestrini”…
In Italia, o forse nel mondo, vige una piccola anarchia. E’ quella contro le regole minori, contro quelle piccole leggi che sono fatte per proteggerci anche da noi stessi, ma che sono leggi create apposta per offrire un po’ di soddisfazione nel violarle, così che non ci si senta in una gabbia con troppe sbarre intorno. Io violo questa legge, passo con il rosso se non arriva nessuno, ed evito di violare leggi più importanti, come quella che impedisce di uccidere il prossimo.
Secondo me vale lo stesso discorso per i comandamenti del cristianesimo. “Non uccidere” dice uno, e buona parte delle persone cerca di rispettarlo. “Non avrai altro dio all’infuori di me” è un comandamento che in pochi, nel mondo moderno, rispettano in pieno. Certo, credono in un solo dio, ma si affidano alla Fortuna, al Denaro… tutti dei minori, che noi preghiamo ogni volta che giochiamo al superenalotto o che cerchiamo un nuovo lavoro, oppure che, semplicemente, facciamo girare quei bei foglietti colorati. Un altro comandamento ancora dice, “non desidererai la donna d’altri” e questo, ammettiamolo, non lo rispetta nessuno. Basta vedere una bella figonzia che cammina per strada e subito la desideriamo, e ce ne freghiamo che sia single, fidanzata o sposata con figli… a noi importa solo che sia figonzia.
Il rispetto delle regole. Se ci sono leggi che possono essere infrante senza sensi di colpa, allora basta farsi un proprio set di valori per arrivare a non sentirsi colpevoli anche facendo altre cose, come rubare, uccidere, stuprare. Non sono malattie, magari, ma solo gesti di persone che hanno valori differenti, che hanno filtri più complessi e più potenti.
“Ha ucciso, è un criminale”, dice uno a un suo amico al cellulare, che tiene all’orecchio mentre guida. “Ha rubato, è da punire”, dice uno all’amico, mentre attraversano la strada venti metri dalle strice pedonali… davvero ci sono leggi minori, che se le violi non hai fatto niente di male, e leggi maggiori da rispettare a ogni costo?
Non so, la cosa mi da da pensare…
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