Le gente, come entità, mi fa una paura tremenda…

La gente è un’entità. Composta da un sacco di ripetizioni di un’altra entità, “la persona”. Mi spaventa l’entità “la gente”. Perché la gente, come entità, si comporta in modo diverso dalla somma delle sue componenti, le entità “la persona”. Queste sono tutte diverse tra loro, ma quando sono riunite all’interno della “gente” diventano qualcosa di diverso, fanno le stesse cose, dicono le stesse cose, vogliono le stesse cose.

Io sono una voce fuori dal coro, ma neanche poi sempre. Quello che di più mi spaventa di questa entità “gente” è che a volte mi assorbe e mi trovo a dire o fare o pensare cose che non sono quelle che di solito dico e faccio e penso, quando sono da solo.

Odio le folle. Odio stare in mezzo al marasma, che sia nel traffico autostradale o in fila al museo, schiacciato contro le transenne a un evento o guidato da duemila piedi che vanno dalla stessa parte. Mi piace l’idea di essere la voce fuori dal coro, di essere l’isola con due piedi fermi nel mare di piedi che vanno da una parte sola. Mi piace l’idea di essere diverso e unico, anche se, alla fin fine, ci si sente un po’ soli.

La gente compra quello che le dicono di comprare, e anch’io finisco per desiderare nuove versioni di quello che già ho… l’Ipod, l’Iphone, il cellulare col touchscreen, quel computer, quel monitor o un televisore al plasma. Mi piacerebbe avere i soldi per restare sempre aggiornato, con gli ultimissimi gadget di scarsa utilità (ho dovuto cancellare, perché il mio cervello voleva che scrivessi “utilissimi” gadget). Ma lo faccio solo perché sono curioso, perché mi piacciono le novità. Il mio ultranuovo samsung, che ho comprato in preda a smanie… beh, lo uso di rado per telefonare, non ci faccio mai foto, non gioco e non ascolto musica. E allora perché ce l’ho? Perchè, quando dovevo cambiare il cellulare, era tra i migliori in commercio. Ora, probabilmente, smanierei per l’iphone, anche se ho già l’Itouch e quindi manca solo la funzione telefono.

Nel film “Men in Black” Tommy Lee Jones dice a Will Smith, “Le persone sono intelligenti, la gente è stupida”. Come mai, mi chiedo, una somma di entità positive possa creare una sola entità negativa? In matematica “positivo più positivo” non fa mai negativo. E allora com’è possibile che nel passaggio da persona a gente ci sia questa trasformazione in peggio? Perché un lemming da solo pensa solo a mangiare, dormire e riprodursi, mentre, una folla di Lemming prende e si butta dal dirupo più vicino?

Perché una persona da sola è consapevole che fare otto ore di coda in autostrada è una noia mortale, ma quando deve partire per le vacanze lo fa quando stanno partendo in altri 10 milioni? Perché una persona ha ben chiaro quanti soldi si devono spendere, ma quando sta in mezzo alla gente compra le cose più inutili, basta buttare dei soldi?

La gente, come entità, mi fa una paura tremenda.

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